Less is more … Laboratorio di Prototipazione e Wireframing e Minimum Viable Product

WORKING 5

Lo scorso venerdì abbiamo esplorato le tecniche di prototipazione basate sui wireframe assieme ad Alberto Mucignat, CEO di Doralab ed esperto di user experience. Azitutto ci siamo presentati “pitchando” i nostri progetti in due minuti ad Alberto, che ci ha subito suggerito di fare nostro il mantra “less is more” di modo da tenere a mente di mantenere basso il numero di feature del nostro servizio/prodotto digitale. Abbiamo poi analizzato brevemente gli elementi della user experience (strategy, scope, structure, skeleton e surface) soffermandoci in particolare sull’importanza di investire tempo nella parte di editing e copywriting. In seguito abbiamo iniziato a lavorare sul concetto di “scenario core”: all’interno di ciascun gruppo ci siamo quindi domandati quale sia il nostro obiettivo primario e quali le azioni dei nostri utenti che ci servono di più per crescere in questo momento. Siamo passati poi all’elaborazione dello storyboarding della core experience, un potente reality check che limita gli errori possibili, rendendo visivamente (nel nostro caso tramite post-it) i task e le azioni che ci aspettiamo dal nostro utente. Infine abbiamo elaborato un prototipo interattivo dell’applicazione utilizzando la carta, realizzando tutte le possibili variabili di pulsanti e iterazioni.

Durante la seconda parte della lezione abbiamo approfondito con Nicola Mattina il concetto di Minimum Viable Product e ne abbiamo analizzati alcuni esempi. 

Infine quelli di noi che avevano partecipato allo start up week end hanno condiviso con gli altri spunti e riflessioni.

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Startup Weekend Rome

Molti di noi hanno partecipato allo Startup Weekend Rome presso gli spazi di Luiss Enlabs il cui focus era “food chain sustainability and direct marketing food”.

100 partecipanti di diverse provenienze e con svariate competenze, 15 mentor e 54 ore di lavoro serrato ci hanno permesso di disegnare, elaborare, testare e infine “pitchare” le nostre 13 idee di start up di fronte ad una giuria di investitori e rappresentanti di alcuni tra i più grandi marchi dell’alimentare italiano (Barilla, Ferrero, Unilever, Aidepi e molte altre).

Le idee emerse in sintesi:

  • Foodok: un motore di ricerca per persone che con esigenze alimentari particolari (diabete, intolleranze, allergie, veganesimo, vegetarianiesimo, etc.) che consente di selezionare i prodotti e ordinarli comodamente da casa.
  • Merendami: un’applicazione per creare e personalizzare la merenda dei bambini e riceverla a casa.
  • Fasta: una catena di “fast pasta” per chi ha poco tempo per ordinare e acquistare il pasto, ma non vuole rinunciare alla qualità della pasta italiana.
  • Cibalia: un’app pensata per i consumatori che vogliono comprare cibo italiano all’estero. L’app consente di geolocalizzare i prodotti alimentari italiani nei vicini punti vendita.
  • SlowGrill: un’applicazione per chi viaggia in autostrada che consente di geolocalizzare gli esercizi commerciali in cui gustare e acquistare i prodotti tipici del territorio (a 5 minuti dal casello). Il progetto ambisce a creare una rete di negozi fuori casello (“Eataly delle autostrade”) in cui riunire e vendere i prodotti del territorio.
  • Spagrillo: un marketplace online che commercializzi in tutto il mondo una pasta brevettata e made in Italy, a base di farina di insetti.
  • Koocinati: una piattaforma che mette in contatto le persone che vogliono incontrarsi e scambiarsi lezioni di cucina, dotata di un sistema di feedback integrato.
  • Cime di rapa: un servizio che permette di scegliere la ricetta che si vuole fare e ricevere a casa un box con i prodotti freschi e confezionati necessari, nelle corrette quantità per preparare un pasto completo per due persone.
  • Ricibo: un servizio che si propone di ridurre gli sprechi di cibo, acquistando l’invenduto della grande distribuzione e rivendendolo ai ristoranti e alle attività interessate.
  • Knoweat: un’app che attraverso la scansione del QR Code permette alle persone che seguono un particolare regime alimentare di verificare che sia in linea con la propria dieta, ed eventualmente di acquistarlo online.
  • Krosseats: uno servizio di consegna di cibo a domicilio, con menu che mixano due stili di cucina differenti (es. cinese ed italiano), e che valorizzano, di volta in volta, ingredienti e piatti da ogni parte del mondo.

E’ stata un’occasione unica non solo di mettere in pratica quanto stiamo affrontando al corso, ma anche di fare networking e collaborare creativamente, e in modo accelerato, a tutte le fasi che facilitano il lancio di un progetto di startup .

 

Interviste, feedback e modi di pensare … un pomeriggio presso Matter Group

La quarta lezione si è tenuta presso gli uffici di Matter Group, una società internazionale che si occupa di facilitare i processi di collaborazione in progetti di change management, solution design e strategic planning. Erica e Matteo ci hanno accolti all’interno di uno spazio molto creativo e ci hanno chiesto di presentare noi stessi e la nostra idea utilizzando un oggetto all’interno della stanza.

Nell’arco del pomeriggio ciascun gruppo a turno ha condiviso le informazioni raccolte durante le interviste a potenziali clienti, chiarendo le difficoltà incontrate, le conclusioni fatte e illustrando i next step di lavoro. Per tutti è stato utile ricevere feedback e input da parte degli altri studenti. A tal proposito abbiamo fatto un piccolo brainstorming per capire quali sono le caratteristiche di un buon feedback e imparare a darne e riceverne nel modo più utile. Abbiamo imparato che un buon feedback deve essere: personale, basato sui fatti ma non oggettivo, riferito ai comportamenti e non alla persona, orientato allo sviluppo e autorizzato, e ci siamo dati la regola che per ogni feedback negativo se ne dà sempre uno di positivo.

Nella seconda parte del pomeriggio ciascun gruppo ha “pitchato” la propria idea in 2 minuti facendo particolare attenzione a citare: il problema che si tenta di risolvere, la soluzione identificata, la tecnologia a supporto/il vantaggio competitivo, il profilo dei potenziali clienti e le dimensioni del mercato di riferimento. Uno di noi, a turno, compilava tali informazioni in presa diretta sulla lavagna mentre gli altri scrivevano su un post-it la value proposition di ogni “pitch”. Questo esercizio è stato particolarmente utile per capire come veniamo percepiti dall’esterno, oltreché per riflettere sulla chiarezza, la completezza e la coerenza delle nostre presentazioni.

PITCHES

Abbiamo poi esplorato brevemente la teoria dei 6 Cappelli di De Bono secondo cui esistono 6 modi di pensare tramite cui le persone filtrano e interpretano la realtà. Quando prepariamo o ascoltiamo una presentazione è importante tenerli tutti a mente. Il cappello bianco dell’analisi dei dati oggettivi, quello blu della razionalità, il rosso delle emozioni, il nero degli aspetti negativi e il giallo di quelli positivi.

Infine ci siamo seduti in cerchio e, durante una conversazione di sintesi, a turno abbiamo raccontato una cosa imparata nel corso della giornata: dal team building, all’importanza di fare delle domande precise ai nostri potenziali clienti, sino alla maggiore consapevolezza delle nostre idee, ognuno di noi si è portato qualcosa di nuovo a casa e ha ringraziato i colleghi e Matter per l’interessante pomeriggio di lavoro.